N.7/2020 – Il lavoro agile o Smart Working

  • 11/03/2020

Comunicazione obbligatoria per Smart Working

Il lavoro agile o Smart Working, risulta essere lo strumento giuridico maggiormente utilizzato, laddove possibile, per gestire al meglio l’emergenza coronavirus.

I DPCM del 4 e 8 marzo 2020 danno la possibilità (e le indicazioni del Ministero della salute “consigliano”) di assegnare – in ogni caso in cui sia possibile - il lavoratore a prestazioni lavorative in smart working.
A tal fine i citati DPCM consentono ai datori di lavoro - su tutto il territorio nazionale – di adibire i dipendenti allo smart working senza il preventivo accordo col lavoratore previsto ordinariamente dalla normativa in materia (L. 81/2017).
Le modalità di accesso a tale istituto sono state fortemente semplificate, tant’è che, data la situazione emergenziale, il datore di lavoro potrà collocare la risorsa unilateralmente, fermo restando il rispetto delle altre disposizioni previste dalla L. 81/2017 nonchè dei “principi” della legislazione in materia e che tale deroga – allo stato – sia operativa solo entro il limite temporale del periodo di emergenza sanitaria (ad oggi fissato al 31 luglio 2020).

Quali sono gli adempimenti previsti per attivare lo smart working dopo il Dpcm dell’8 marzo?

Il primo adempimento è una comunicazione obbligatoria da inviare preventivamente e comunque entro 5 giorni dall’avvio del lavoro agile da effettuarsi tramite il portale Cliclavoro.
Successivamente è necessario fornire in modalità telematica (e-mail, PEC, etc.) al dipendente e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, l’informativa sulla sicurezza prevista dall’art. 22 della L. 81/2017, di cui è stata resa disponibile una copia utilizzabile sul portale web dell’Inail e qui scaricabile.

Pur ricorrendo le condizioni emergenziali riconosciute, come già ribadito, si devono..........

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